Vitamina D
Vitamina D: fedele alleato
di ossa, sistema immunitario e non solo...

Le vitamine sono sostanze la cui funzione principale è quella di essere dei facilitatori di reazioni enzimatiche.

É possibile distinguerle in LIPOSOLUBILI e IDROSOLUBILI.

Quelle liposolubili A-D-E-K hanno la possibilità di essere immagazzinate nel tessuto adiposo. Di fatto una loro carenza anche se non se ne assumono per lunghi periodi è una condizione rara, proprio perché il nostro corpo può fare affidamento sulle riserve immagazzinate nel nostro tessuto. Tra le vitamine liposolubili una particolare menzione spetta alla vitamina D che ha numerose funzioni per quanto riguarda il corretto funzionamento dell’apparato cardiovascolare e dell’apparato muscolare in relazione alla forza muscolare durante la performance atletica.

La vitamina D sebbene goda dell’appellativo “essenziale” potrebbe di fatto non essere considerata nè come una vera e propria vitamina nè come un vero e proprio nutriente perché la semplice esposizione al sole potrebbe garantire livelli ottimali di vitamina D nel sangue. Se però l’esposizione alla luce solare non risulta ottimale allora si che questa vitamina è un composto assolutamente essenziale.

La troviamo in prodotti lattiero caseari, tuorlo dell’uovo e in alcune tipologie di pesce. Negli anni sono stati tarati dei range ottimali per quanto riguarda la presenza di vitamina D nel corpo umano. Ad oggi parliamo di un valore inadeguato per valori inferiori ai 50 nmol/l, un valore insufficiente per valori inferiori ai 75/80 nmol/l, un valore sufficiente per quanto riguarda valori superiori ai 75/80 nmol/l e un valore ottimale per valori superiori ai 100 nmol/l.

La vitamina D viene prodotta principalmente attraverso un meccanismo fotosintetico attivato dai raggi UVB.

Una volta prodotta a livello della pelle, viene poi trasportata nel flusso sanguigno fino al fegato, dove viene convertita nel precursore della forma attiva che poi verrà maturata nei reni e in altri tessuti. Questo processo dura circa ventiquattr’ore e il risultato finale è, a tutti gli effetti, un ormone steroideo che si accumula nell’intestino, dove aiuta l’assorbimento di calcio e fosforo e, infine, controlla il metabolismo del calcio nella mineralizzazione delle ossa.

Per questa ragione, in assenza di vitamina D le ossa non si formano correttamente e a questo è associato sia il rachitismo infantile (crescita ritardata e deformità scheletriche), sia la fragilità ossea e l’osteoporosi tipiche degli anziani.

Cosa fare quindi per determinare la produzione di vitamina D?

Prendere il sole! Come consiglia il ricercatore Paolo Soffientini nel suo libro, in media, se ci si espone per circa 15-20 minuti al sole, se si è di pelle bianca o per 25-30 minuti se si è di carnagione nera, 4 giorni alla settimana, avendo scoperti, se possibile, viso, braccia e gambe siamo già a buon punto. Mi raccomando però, occhio alle scottature, che potrebbero creare danni anziché benefici alla vostra pelle.

Le ricerche scientifiche hanno inoltre messo in evidenza che la vitamina D ha effetti positivi sul cancro a colon e prostata, artrite reumatoide, asma e infezioni batteriche e virali, in quanto la vitamina D è legata alla produzione di catelicidina, una proteina con attività antimicrobica e con un ruolo nell’attivazione del sistema immunitario.

Questo spiega una correlazione con le influenze stagionali per il fatto che, in concomitanza all’abbassarsi delle temperature, vengono meno anche la durata e l’intensità dei raggi solari e quindi l’esposizione ai loro benefici effetti. Inoltre possiamo dire che l’esposizione ai raggi solari ha effetti psicologici molto importanti, come dimostrato da alcuni recenti studi, sia sulla salute fisica sia su quella mentale.

La produzione di serotonina è favorita da un ambiente luminoso, perché la luce solare, passando attraverso i fotocettori degli occhi, induce la sintesi di questo neurotrasmettitore. La serotonina aiuta il buon umore, l’attenzione e la reattività.

Come faccio a sapere se ci sono buoni livelli di vitamina D nel mio corpo? Semplice.

Fare delle analisi del sangue periodiche permette di comprendere se nel nostro organismo il dosaggio di questa vitamina è sufficiente.É

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